31 marzo 2026 – Giappone pronto ad intervenire sui cambi..
La situazione in MO torna a peggiorare in un clima di incertezza sulle sorti del conflitto, alimentato dalle dichiarazioni contraddittorie del presidente Usa.
Il prezzo del Brent, aumentato in marzo del 54%, è pronto ad archiviare il miglior mese di sempre.
Ieri i rendimenti sono scesi, accentuando il calo dopo la diffusione dei dati preliminari sull’inflazione tedesca, balzata a 2,8% in marzo dal 2,0% di febbraio, ma senza spingersi oltre le aspettative del mercato. Tuttavia il benchmark a 10 anni va verso il maggior rialzo dei tassi su base mensile dal dicembre 2022.
Il numero uno uscente della Fed, Powell, ha detto ieri che la banca centrale Usa può permettersi di aspettare per valutare come la guerra in Iran influenzerà l’economia e l’inflazione, sottolineando che i banchieri centrali di solito guardano oltre gli shock provocati dall’aumento dei prezzi del petrolio.
Occhi puntati sulla stima preliminare dell’indice dei prezzi al consumo della zona euro che in marzo, secondo le attese, dovrebbe balzare a 2,7% su anno rispetto all’1,9% di febbraio dato che non incorporava il conflitto in Medioriente. All’ultimo meeting il 19 marzo la Bce ha rivisto al rialzo le proprie stime sull’inflazione portandole a 2,6% per quest’anno in uno scenario ‘di base’ dall’1,9% previsto a dicembre e ben al di sopra del suo obiettivo del 2%.
Il Giappone ha definito come speculativo il recente indebolimento dello yen, per la prima volta da quando è iniziata la guerra in Medioriente. Con lo yen vicino alla soglia di 160 per dollaro, il ministro delle Finanze ha ribadito la disponibilità di Tokyo a intervenire “su tutti i fronti” contro movimenti valutari eccessivamente volatili.
L’indice dei prezzi al consumo dell’area di Tokyo in marzo ha rallentato portandosi vicino ai minimi di due anni e restando sotto il target del 2% per il secondo mese di fila. L’indice si è attestato a +1,7% su anno, al di sotto delle attese per +1,8% e del +1,8% del mese precedente. Gli analisti prevedono un rallentamento soltanto temporaneo. La produzione industriale di febbraio ha segnato un calo del 2,1% su mese, in linea con le attese.
Confermata a 0,1% la crescita dell’economia della Gran Bretagna nel quarto trimestre dello scorso anno.
